Chikipedia: come è nato l’iconico baule Louis Vuitton

Se dovessimo scegliere un oggetto che ha cambiato la storia della moda, sarebbe probabilmente il baule di Louis Vuitton. Dalla produzione di valigie è infatti iniziata la storia del marchio francese, che si è poi ampliato fino a diventare uno dei nomi più importanti nel settore del lusso. Oggi il baule è un oggetto in disuso, chi lo userebbe più per viaggiare. Ma volete mettere il romanticismo dei viaggi di fine ‘800, con scomparti per gli abiti da sera e le cappelliere?

BAULE LOUIS VUITTON: LE ORIGINI

louis-vuitton-bauli-vintage
Fonte: Wikipedia

Louis Vuitton comincia a lavorare con la valigeria quando è solo un ragazzino: nel 1837, a 16 anni viene assunto come apprendista a Parigi da Monsieur Maréchal, un famoso pellettiere dell’epoca.

Siamo in un’epoca in cui solo pochi, ricchissimi, possono permettersi di viaggiare e quando lo fanno, lo fanno in grande. Avevano quindi bisogno di bauli resistenti e, visto anche il valore degli oggetti che i viaggiatori portavano con sé, a prova di ladri. L’abilità di Louis Vuitton non passa inosservata: nell’atelier Maréchal gli venivano infatti affidate le commesse per i clienti più importanti, tra cui l’imperatrice Eugénie alla quale già nel 1852 aveva confezionato un intero set da viaggio.

Nel 1854 decide quindi di fondare il marchio che porta il suo nome e apre la prima boutique in rue Neuve-des-Capucines; nel 1859 apre il suo atelier ad Asnières con 20 impiegati, diventati poi 100 nel 1900 e 225 nel 1914.

Una delle intuizioni che favorì il successo della valigeria Vuitton fu  tanto semplice quanto geniale: fino a quel momento i bauli erano bombati il che creava evidenti problemi nel momento del trasporto. Louis capì che scegliendo una forma piatta sarebbe stato più semplice impilarli (tipo i pacchi di Ikea per intenderci).

BAULE LOUIS VUITTON: IL SUCCESSO

Ben presto la fama dei bauli si diffuse in tutto il mondo: grazie anche all’apertura del Canale di Suez, nel 1869, questi preziosi oggetti riuscirono a farsi largo tra emiri e re d’Oriente, avidi di lussuosi prodotti europei.

Con il successo arrivarono anche i primi problemi di contraffazione: già nel 1888 venne creata la tela Damier, con un’alternanza di riquadri chiari e scuri sulla tonalità del marrone, per tentare di difendersi dai falsari. Il celebre motivo Monogram venne invece introdotto nel 1896 dal figlio Georges. Insomma possiamo affermare che da più di 100 anni Louis Vuitton è uno dei marchi più falsificati al mondo.

celeb-BAULE-louis-vuitton
Fonte: Pinterest

BAULE LOUIS VUITTON: CURIOSITA’

Il sistema di chiusura dei bauli venne brevettato da George, il figlio di Louis. Il sistema era considerato così efficace che Georges sfidò Houdini a chiudersi in uno dei bauli della maison e a liberarsene. Houdini non accettò la sfida.

L'invito di Vuitton a Houdini
L’invito di Vuitton a Houdini

Nel 1927 Gaston-Louis Vuitton creò per Ernest Hemingway “The library trunk” ovvero un baule fatto su misura per con contenere libri e la macchina da scrivere dello scrittore. Leggenda vuole che il baule sia riapparso nelle cantine dell’Hotel Ritz, con il manoscritto perduto di «Festa mobile».

Ernest-Hemingway-Louis-Vuitton-library-trunk-2
Il Library Trunk di Hemingway

Rispondi