5 motivi per comprare meno (e comprare meglio)

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Sto per fare una dichiarazione scioccante, soprattutto visto che la sto per scrivere in un blog che tratta di moda. Ultimamente mi è capitato di aprire il mio armadio (anzi dovrei dire, i miei armadi perché oltre a quello ufficiale ho quello per le giacche e quello per il cambio stagione) e pensare: “Ho troppi vestiti”. Lo so, è una frase dal sapore fantascientifico, specialmente se pronunciata da una donna. La frase che ogni marito vorrebbe sentire. E io l’ho detta. No, non sto impazzendo, semplicemente mi sono accorta che ho molti vestiti e la maggior parte di pessima qualità. Incomincio a pensare che sia giunto il momento di dire addio alla moda low cost (o almeno limitarla) e concentrare i propri investimenti su capi di migliore qualità. Invece di comprare 20 capi all’anno, per esempio, se ne potrebbero comprare la metà con lo stesso budget, oppure 5 se proprio vogliamo fare degli ottimi investimenti.

Lancio quindi ufficialmente la campagna #ComprareMenoComprareMeglio.

Eccovi 5 motivi per darmi ragione.

I capi durano più a lungo

La prima ragione e forse la più banale è che un capo di migliore qualità vi durerà molto più di una stagione. Non vi viene il nervoso quando vedete spuntare i pallini su un maglione messo due volte? Lo so, esiste la macchinetta per toglierli. Ma l’uso mi è stato interdetto al secondo maglione bucato. Oppure quando un capo nero al terzo lavaggio è già scolorito? Finisce che questi capi rimangono abbandonati nell’armadio: troppo sciupati per metterli, troppo nuovi per gettarli. Attenzione! Qualità non vuol dire necessariamente spendere una fortuna. Basta dare un’occhiata alle etichette e toccare con mano il tessuto per capire se stiamo comprando qualcosa destinato a durare.

Acquisti più mirati

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Io non so voi, ma il mio armadio è pieno di vestiti che indosso pochissimo. O addirittura che non ho mai messo. Nell’ultimo anno, essendomi ripromessa di comprare meno, mi sono accorta che, prima di comprare qualcosa, ci pensavo su due volte. O anche tre. Com’è normale fare quando ci si accinge a spendere un po’ di più del solito. Il risultato? Ho acquistato cose che effettivamente uso con più frequenza.

Il look sembrerà più elegante

La qualità si sente e si vede. Una camicia in cotone con cuciture fatte come dio comanda batte camicia di poliestere 1 a 10. Vestitevi con dei capi fatti con cura e vederete che il vostro look ne guadagnerà subito in eleganza.

Moda low cost: la questione etica

A chiunque fa gola una maglietta a soli 4,99 euro. Ma ci siamo mai chiesti come è possibile per un’azienda di abbigliamento guadagnare vendendo capi a prezzi così bassi? Si taglia sulla qualità, ovvio. Ma anche sui costi “umani”: produzione delocalizzata, stipendi da fame, condizioni lavorative al limite e nessun rispetto per l’ambiente. Nel 2013 in Bangladesh crollò un edificio nel quale si producevano capi di abbigliamento per molti marchi di moda low cost. Morirono 1135 persone. Per saperne di più consiglio la visione del documentario “The true cost”, che tratta proprio dello sfruttamento dei lavoratori tessili nei paesi più poveri.

Ci sono alcuni timidi accenni di miglioramento da questo punto di vista. Qualche anno H&M fa ha lanciato Conscious, la linea che si propone di utilizzare solo materiali sostenibili. Il che mi porta a chiedermi con che tipo di tessuti vengono realizzati gli altri abiti.

Aiutiamo il Made in Italy

Se dobbiamo dirla tutta però, anche marchi che vendono a prezzi tutt’altro che low cost hanno delocalizzato in paesi in via di sviluppo. L’ideale a questo punto sarebbe comprare prodotti fatti in Italia (o al limite anche in Europa). In questo modo, oltre a scegliere la qualità, aiuteremmo anche l’economia del nostro paese.

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